lunedì, 06 luglio 2009
Lanci e lance

Come mai abbiamo smesso di essere dei Nerd resta un mistero.
Lo approfondiremo.
Come abbiamo fatto a non lasciarci le penne... anche quello è un mistero.
Qualcuno da lassù c'ha voluto bene.

La mia formula personale per evitare il suicidio è stata la scopertà della volontà.
Non la volontà nicciana, la volontà esoterica. No, no. La volontà normale.

Anni fa un amico cultore di arti marziali e tradizionalista mi disse a proposito della guerra in Afghanistan: bisogna rendersi conto di chi andiamo a combattere, basta uno di loro a tenere a bada tutto Soffiano!
Basta uno di loro a mettere sotto cento maschi adulti di Soffiano. Li sbriciola con un urlaccio.
Proprio l'altra notte ripensavo a questa storia mentre insonne maledivo un gruppetto di balordi che alle 2 del mattino prendevano a sassate la cabina dell'ENEL.
Il fatto aberrante non è che dei ragazzini ubriachi facciano casino per la strada, il fatto aberrante è che nessuno dice nulla. La gente se ne sta sveglia in casa a rodersi il fegato ma non osa dire nulla, subisce in silenzio, si avvelena la vita e pensa a Travaglio e al Lodo Alfano per distrarsi.
12 palazzi si affacciano sulla piazza per un totale approssimativo di circa 100 maschi adulti, praticamente un esercito. Nessuno che dica pio.
Io ed un vecchietto siamo gli UNICI che in 5 anni abbiano mai fronteggiato a berci il manipolo di delinquentelli.
Questo ti distrugge e ti affossa assai più della delinquenza dei giovinastri.
La totale mancanza di vita.
Gente morta.
Inerte.
Guardano la TV in attesa che la Gabanelli esca dallo schermo e sbaragli la marmaglia per poi recarsi a casa dei loro genitori a redarguirli perchè non hanno saputo inculcare sufficiente senso civico nei loro figlioli.
Sono sempre l'unico che si affaccia e cerca di avviare un moto di protesta ed ovviamente finisco per fare più casino di loro!
Ultimamente sono passato al lancio di oggetti semi-contundenti: bottiglie di shampoo vuote, pannolini usati, gavettoni.

Capite però quanto grande è lo sconforto?

Finisco per incazzarmi più con i miei condomini che coi teppisti.
Alla fine il comportamento dei giovinastri è naturale, per lo meno istintivo ma quello dei maschi adulti è patologico.
Detto questo: immaginatevi che domani arrivi 1 talebano a sesto fiorentino.
La conquista in tre ore.
Paracadutano 10 talebani: uno a sesto, uno a campi, uno a brozzi, uno a scandicci... in un mese conquistano la Toscana.
Addio salame di cinta.
Addio vernaccia.

La volontà è una corrente del nostro corpo sottile. La volontà è quasi un organo perchè nel mondo sottile gli organi sono dei flussi, dei vortici, delle correnti, delle funzioni, delle vibrazioni, delle note.
La volontà ha infiniti aspetti e nel corso della evoluzione è soggetta a molteplici trasformazioni tuttavia nessuno può prescindere da quella funzione che gli antichi evocavano e veneravano nella figura di Marte, custos, armato di lancia. Lancia, non spada. La spada simboleggia la discriminazione la lancia invece la riunificazione di tutte le forze in un unico fascio convergente nella punta che è un punto. Anzi il punto. La volontà.
La forza di volontà se preferite.
Oppure la "Forza" per dirla alla Jedi e sembrare meno nazi.
E non spaventarvi troppo.
Non c'è "salvezza" da questo evo grigio che prescinda dalla viva percezione della natura e della funzione di Marte. Dall'amore e dalla celebrazione di questo aspetto dell'energia. Marte era dio della fertilità non dimentichiamocelo, una civiltà senza Marte è destinata all'estinzione, diventa sterile.

Ecco io credo di essere ancora vivo e sano di mente perchè un giorno accettai Marte, lo accolsi nel mio Pantheon.

La volontà è un ingrediente della integrità umana proprio come la capacità di elevarsi oltre i propri bisogni materiali, la capacità di astrarsi dalle forme fisiche ed esplorare il pleroma delle idee, la capacità di amare, la capacità di digerire e defecare.

Tornare a vivere in questa integrità ti fa percepire un mondo totalmente differente, un mondo finalmente sensato, vivente.
Un mondo nel quale tu conti, eccome.

Non c'è aberrazione più grande dell'edificare una cultura dove agli uomini viene imposta la castrazione.

Però una certezza ce l'ho.

Gli dei non muoiono.

Come diceva l'arabo pazzo Al Hazzared:

Non è detto che sia morto ciò che giace da sempre
col sopraggiungere di strani eoni
anche la morte può morire.

Non per niente mi chiamano grandiantichi



 
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venerdì, 03 luglio 2009
Sfiga

Buongiorno cari!


Mi fa notare Alessio che la teoria delle stringhe è a tutti gli effetti una teoria pitagorica.
Concordo pienamente con lui.

Tanto per cominciare avrebbero dovuto chiamarla teoria delle "corde" perchè string in inglese significa corda, proprio come la corda della chitarra o meglio la corda del monocordo.
Questo la dice lunga sulla sensibilità e la intelligenza di chi invece di scegliere la parola "corda" , così evocativa, sceglie la parola stringa che richiama alla mente soltanto le stringhe delle scarpe.
Le pareti del cervello non hanno più finestre.
Neppure buchi della serratura.
La teoria delle stringhe deve la propria vita alle osservazioni del fisico fiorentino Gabriele Veneziano (pur ignorandolo è sicuramente un quabalista) il quale fece notare come il comportamento di alcune particelle poteva essere descritto dalla funzione beta di Eulero.
Eulero, che era praticamente cieco, conosceva a memoria l'Eneide e ricordava esattamente ogni singola pagina della edizione in suo possesso. Il suo cervello era finestrato direi.

Tutto questo per giungere ad una domanda davvero fondamentale: perchè non siamo rimasti dei Nerds? Dei secchioni? Dei cervellotici asociali? Dei "ragazzi intelligenti"?
E' una domanda taboo ma bisogna porsela.
Eravamo dei nerd. Non eravamo mica degli sportivi, dei bulletti, dei mentecatti. Eravamo dei nerd. Poi siamo passati, come tanti nerd, alla simulazione del disagio ed alla frequentazione della controcultura. E poi ...
Perchè?
...
Meditiamoci su.

 


 
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martedì, 30 giugno 2009


Il principio è la meta del tutto

Pitagora


Ragazzi vi amo.
C'ho da scappare, tanto per cambiare.
E' che non riesco più a scrivere la notte. Sono costretto a farmi vivo ogni tanto tra una spesa ed una revisione della Panda.
La notte non scrivo più. La notte ho deciso di dormire.
E' una scelta profana e borghese lo so.
Ma purtroppo ogni mattina alle 5.30 siamo in piedi e quindi alle 10.00 c'è il coprifuoco!
Ritiro nelle stanze, orazioni, pediluvi spagirici, yoga serale, letture nerd e sonno.

L'origine, l'arché, è la meta del tutto. Epistrophé. Il ritorno. Tutto procede verso là da dove emana. Altro che entropia. Tutto precipita verso il proprio autoperfezionamento, verso la propria gloria.
Pitagora.
C'è tutto in questo aforisma. Compararlo allo zen, allo dzogchen, al taoismo, all'eraclitismo, a qualunque olismo sarebbe riduttivo e volgare.
Decodificarlo e svilupparlo anche nel nobile lessico dei pitagorici tardi o dei neoplatonici sarebbe fastidioso, esteticamente inopportuno.

E' perfetto così comè.
Non per nulla Ipse Dixit.

Un tempo vi erano regni pitagorici sparsi per l'Italia, città stato governate da illuminati, da sovrani filosofi che per magnanimità surclassavano i sacerdoti iperborei addetti al culto di Apollo.
Splendore indiscusso.
Vera Civitas.
Crotone, pensate a cosa è oggi Crotone.
E le comunità di pitagorici tirreni?

Cosa si consuma in questi secoli?
Centinaia sono le teorie ma nessuna mi soddisfa.
Qualcuno sostiene che perdiamo necessariamente qualcosa perchè stiamo conquistando altro.
Qualcuno dice che i tempi si consumano, semplicemente, naturalmente.
Qualcuno dice che nulla cambia davvero.

Tautologicamente: è sempre più assente la presenza.
C'è assenza, mancanza di presenza. Shekina. Presenza, dimorare.
Presenza mentale, presenza di Dio, presenza di spirito. Esserci.
Walter Benjamin parla di tutto questo in chiave estetica e devo dire che risulta abbastanza comprensibile.
Zolla lo riprese più volte parlando delle "aure".
C'è presenza anche nella bruttezza, nella fatica, nel dolore, nella morte.
C'è assenza anche nel nitore, nella allegria, nella funzionalità.

Le pulizie delle scale del mio palazzo erano affidate ad una coppia di pensionati che impiegavano praticamente un mese intero a pulire tutto il condominio. Il meso dopo ovviamente ricominiciavano da capo. Lei energica rimbrottava l'anziano coniuge quando non stropicciava il corrimano con sufficiente lena. Ogni tanto bussavano per scusarsi se i colpi dello spazzolone disturbavano il nostro riposo pomeridiano (?) e due volte l'anno venivano a riscuotere il loro irrisorio compenso facendo mostra di un fogliaccio bisunto sul quale erano annotate le quote millesimali.
Sono stati licenziati.
Dice che non potevano fare la fattura.
Ma la fattura per cosa? Per chi?
Che c***O me ne frega a me della fattura?
Infuriato mi sono messo in cerca dell'amministratore che non esiste più.
C'è uno studio.
Non c'è più il Trabalzini, c'è uno studio di analfabeti irreperibili che gestiscono 100 condomini e che non sanno neppure che tu esisti.
Gli analfabeti irreperibili hanno selezionato in base al preventivo la "ditta" di uno schiavista hoduragegno, uno di quegli pseudo imprenditori che in realtà fa il caporalato più bieco e che però può farti la fattura.
L'honduragegno scarica dal suo Piaggio porter due moldave sciatte e incazzate, una delle quali in gravidanza, e se ne va imprecando in Quechua. Le ragazze biasciano chewing gum, fumano e spengono le cicche nel vaso del mio beniamino. Leticano al cellulare con interlocutori che io immagino alcoolizzati violenti anaffettivi con bicipiti oversize e uzi nel cruscotto.
L'ascensore puzza perennemente di acqua sporca. Avete presente quando date il cencio con l'acqua sporca? Resta quel puzzino caratteristico appunto di acqua sporca.
Spostano gli zerbini coi piedi e li accatastano in un angolo in ombra dovo non reputano necessario spazzare.
Non li rimettono a posto.
La signora Zanobini mi guarda spaventata ma non osa palesare il suo disappunto: le è stato detto che oggi è così, questi sono i tempi. Questo ci tocca. Un mondo dove nessuno ha più un luogo, un ruolo, un senso. Dove nessuno è responsabile di nulla. Dove nessuno conosce più nessuno.

Un mondo che sarebbe un posto assai migliore se al posto di Berlusconi ci fosse Franceschini.
 
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sabato, 27 giugno 2009

Firenze, 27 giugno 2009 - Lesioni, minacce e resistenza a pubblico ufficiale, queste le accuse rivolte a quattro moldavi, tra i 24 e i 28 anni, arrestati dalla polizia ieri notte, qunado, in viale Guidoni, vicino al mercato Ortofrutticolo, sono stati aggrediti, in tre momenti diversi, una donna, un uomo, quindi due amici. I quattro hanno anche usato un cric dell'auto e una chiave inglese.

La vicenda è emersa quando un fiorentino di 40 anni ha chiamato il 113 dicendo di esser stato picchiato da quattro stranieri, forse russi, poi scappati su una Mercedes, che avevano aggredito una donna in difesa della quale lui era intervenuto. Mentre poco più tardi gli agenti del 113 hanno bloccato due dei quattro moldavi nel quartiere di Novoli, hanno sentito delle grida provenire dai giardini pubblici di viale Guodon. Erano quelle di due italiani, un siracusano e un crotonese, che stavano scappando dagli altri due moldavi che li avevano aggrediti.

Il siracusano ha avuto l'ulna del braccio sinistro rotta, l'altro italiano una distorsione della mandibola. I quattro moldavi sono stati tutti arrestati. La polizia ora sta cercando di risalire alle cause delle tre aggressioni che almeno in due circostanze sono al momento sconosciute.

Conosco quella paura - racconta Massimo Materassi, presidente della Socota - nel 2004 anche io sono stato aggredito un cliente mi ha dato dei colpi sulla testa con una spranga di ferro. Rimasi in ospedale per una settimana, 45 giorni di prognosi. Il mio aggressore, uno che aveva problemi di tossicodipendenza, venne arrestato e lo condannarono a cinque anni: dopo tre mesi era di nuovo fuori. Eppure aveva altre cinque condanne alle spalle. Nel 2006 nuova aggressione, torna in carcere, ma esce con l´indulto.

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venerdì, 26 giugno 2009
Che poi anche un Jedi ha i suoi problemi...

Me ne sono andato a dormire tramortito dall'umiliazione. Stordito dallo sconforto, dalla tristezza, dal senso di inadeguatezza. Tra i nostri carnefici lavorativi, tra i piccoli tiranni che ci aiutano compassionevolmente a toccare con mano i nostri "kundabuffer", ce ne sono alcuni che nell'esercizio della loro preziosa imbecillità sono davvero ineguagliabili.
Ed ogni volta, da sempre, resto pietrificato davanti all'indifferenza dei dirigenti dai quali mi aspetterei tutela e dai quali invece ricevo soltanto paradossali affermazioni di generica ed infastidita equanimità. "Avrete ognuno le sue ragioni, per favore non rompetemi i coglioni".
Io ho perduto impieghi nei quali avevo investito moltissimo solo perchè non riuscivo a venire a capo di un rompicoglioni.
Un rompicoglioni, un pinche tiranno, è un cuneo psichico che può giungere a spaccare l'intero cubo della tua esistenza.
Il rompicoglioni è così formidabile nella sua azione di infastidimento da farci supporre che tanta efficacia e precisione non possono che derivargli da una ispirazione divina.
 
Lo sapete che la metà dei suicidi è da ricondursi a sofferenze psicologiche acute originate sul posto di lavoro?
Come non suicidarsi?
Come resistere?

Dovremmo forse fare come fanno tutti gli altri?

No, direi di no.
Gli altri fanno nei soliti modi: culto della insensibilità, cinismo, psicofarmaci, alcool, coliti spastiche recidivanti, herpes, umiliazione del prossimo, seduttività, senso di superiorità, delirio.

Io sono dell'avviso che il modo migliore di tutelarsi sia quello di praticare una dadaismo taoista psicomagico cioè sforzarsi di non sforzarsi e lasciare che le insinuazioni, gli abusi, gli insulti, le iniquità, la stupidità ci penetrino, ci raggiungano e suscitino in noi le naturali e dovute reazioni.
Quella gente, quei rompicoglioni, lavorano per conto di Dio.
Evitare gli insuccessi, evitare le emozioni, sentirsi superiori, mantenere la faccia, ridimensionare le critiche sono tutte attività logoranti e faticosissime.
Meglio perdere la faccia e mettersi a piangere o urlare o sbuffare, meglio dare il peggio di sè ed essere presi per cretini.
Farsi vuoti e farsi attraversare senza resistenze da tutto quello che succede: indignazione, paura, sconforto, rabbia.
Perdere la faccia.
Full catastrophe living. Come dice Kabat Zinn.
Farsi attraversare dalla paura come recita il vecchio adagio bene gesserit, farsi attraversare dalla corrente impetuosa senza remore, senza argini. Dopo che la corrente sarà passata "non ci sarà nulla, soltanto io rimarrò".

Eh sì, lo so.
Sarei stato un buon Jedi.

 
 


 
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giovedì, 25 giugno 2009
Matrimoni vulcaniani

Buongiorno!


Come state? Abbronzati?

No, non ho seguito le vicende del premier. Mi pare di aver capito che si è intrattenuto con camionate di giovani amanti. Anche Mao, il grande timoniere, ogni sera si faceva recapitare una decina di giovanissime fanciulle in camera da letto. Non sappiamo se Mao lo faceva per lussuria o per adempiere a prescizioni mediche di matrice taoista volte a garantirgli vigore e longevità.
Credo che comunque abbiano funazionato, Mao ha conquistato mezzo mondo ed è morto vecchio e con tutti i suoi denti in bocca.
Chissà se i denti di Silvio sono veri...
Forse Silvio è un taoista.
Un nano taoista.
Cosa penso di un premier sposato che organizza bagordi con ragazzine barely legal?

Sai com'è no? Sono quelle vicende che ti fanno fare il sopracciglio vulcaniano.
Ti viene da dire: questi umani.


Spock.
Ci vorrebbe lui come premier.
La maglia azzurra già ce l'ha!

Da bambino attraversai un lungo periodo di innamoramento intellettuale nei confronti di Spock. Confessiamocelo: eravamo tutti innamorati socraticamente di Spock. Anzi: Spak.
Spak è forte.
Forse è stato uno dei miei primi guru.
Da bambino passavo ore allo specchio allenandomi a fare il sopracciglio vulcaniano.
Oggi sono uno di migliori alzatori di sopracciglio in circolazione.
Dovrei aggiungere Spak all'albero del rifugio.
Effettivamente era un quasi-kadampa. I kadampa sono una antica setta buddhista indiana che perfezionò un metodo estremamente logico di allenamento mentale. Molti degli adagi vulcaniani hanno davvero un sapore kadampa. "The needs of the many..."
C'è anche un qualcosina di stoico in Spak, la capigliatura, la compostezza, la gravitas. Il fatto stesso di essere più un consigliere imperiale che non un uomo d'azione.
La sua è più Apatia o Atarassia?
Spak sembrerebbe muoversi all'interno di un orizzonte meccanicista, a-provvidenziale, e quindi tecnicamente la sua sarebbe da definirsi Atarassia. Però non ci dimentichiamo che per metà egli è umano e in fondo in fondo presagisce la presenza di una razionalità cosmica soggiacente agli eventi, una sorta di provvidenza laica.
Ufficialmente non crede in nulla. "l'irreale non esiste".
Non ha bisogno di credere in nulla ma la sua totale devozione al "reale" oltre ogni patema e piccolezza umana lo rende radioso e sacrale. Devoto, anche se non si capisce a che cosa. Devoto in quanto aperto, privo di protezioni, di autotutele, di verità di comodo.

Mia moglie è un po' Spak con la parrucca.
Fa il sopracciglio vulcaniano molto spesso.
Voleva stampare le partecipazioni di nozze su carta millimetrata.
Non si arrabbia mai con me. Mi insulta con osservazioni semplicemente descrittive, venate di un impercettibile sarcasmo senza mai ricorrere a frasi idiomatiche o peggio a rimproveri o accuse.
Oggi a pranzo dirà: "amore, hai scritto un nuovo post vero?"
Basta.
Basterà quello a farmi rendere conto che non ho pulito il bagno, pagato la bolletta, fissato l'appendiabiti al muro, fatto ginnastica, preparato il sugo di pesce per la pasta.

Essere vulcaniani è mitico.

Almeno finchè non arriva il Pon Farr!

  *** Lunga vita e prosperità ***


postato da: grandiantichi alle ore 11:24 | Permalink |
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venerdì, 19 giugno 2009


Ragazzini miei io diparto.
Faccio la valigia di cartone e porto la famiglia al mare.
Domattina si fa un bel bagno al porto e poi si mangia due favolli.

OM SHANTI SHANTI SHANTI
postato da: grandiantichi alle ore 20:31 | Permalink |
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mercoledì, 17 giugno 2009
Sprofondamentalisti

Buongiorno

Sono qui a sottoporvi l'andamento di questo BLOG.
Come risulta evidente dal grafico sottostante siamo in lenta ma costante decrescita.
Appunto.
La decrescita felice!
Baci.




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martedì, 16 giugno 2009
Una repubblica fondata sulla resilienza

No cari miei. Oggi c'è il sole e non mi voglio arrabbiare. Non ve lo racconto perchè ero arrabbiato con la pubblica amministrazione del mio comune di residenza! E purtroppo il fatto che l'attuale sindaco abbia perso il 20% dei consensi non mi consola affatto. Non riesco più a consolarmi neppure dichiarandomi d'estrema destra. Non mi dà più alcun sollievo il pensiero che un giorno lunghe file di burocrati ed oligarchi abbandoneranno il palazzo del potere sconvolti di fronte all'evidenza di ciò che avevano ritenuto impossible: un cambio di maggioranza. Prima prefiguravo che un giorno avrei assistito alla mesta processione degli sconfitti, che avrei giubilato nell'incontrarli smarriti e confusi a giro per la città che gli era appartenuta per un secolo e che adesso invece era saldamente nelle mani di un  forzista lampadato con montatura di Ferré.

In cuor mio speravo che quel giorno finalmente il velo sarebbe caduto e che questi automi sarebbero tornati persone comuni e non più eletti, rivoluzionari, teoreti. Speravo che un giorno si sarebbero messi ad ascoltare la gente, la gente quella vera e non la "gente" inventata dai sondaggisti di regime. La "gente" di plastica che non esiste e che loro ostentano sui manifesti come un trofeo sociologico: Marco - studente allegro ed impegnato coi dreadlocks ed il maglione di lana senza camicia. Anna - Casalinga energica alla quale non gliela racconti. Vito - operaio metalmeccanico determinato a passare il resto della sua vita alla catena.
Gente inventata portatrice di istanze inventate, popoli virtuali che reclamano a gran voce cose che sono il sogno di altri: dei politici.
Questo osavo sperare, oggi non più.
Oggi so che anche se la destra più becera e grottesca conquistasse l'80% dei consensi queste persone non si porrebbero domande, non chiederebbero alla gente vera "perchè" o "come". No. Resterebbero gli stessi alienati supponenti, si riunirebbero in cantina a progettare una resistenza ed un futuro migliore, sempre secondo loro.

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Uno studio britannico mostra che bere acqua medicata al cloro e' da evitare in gravidanza poiché potenzia il rischio di malformazione del feto. Lo dimostra una ricerca condotta su 400.000 bambini di Taiwan, dalla  quale risulta che il cloro potenzia la possibilità che un bambino nasca con un foro nella parete divisoria cardiaca oppure con malformazioni della mascella o, ancora, con gravi deficit cerebrali. I medici esperti d'ambiente dell'Universita' di Birmingham scrivono sulla rivista Environmental Health che una rilevante assunzione di cloro potenzia i rischi del 50%-100% rispetto a valori bassi.


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lunedì, 15 giugno 2009

Ringrazio F per il suo zelo di missionario vedantico e volentieri pubblico.

L'occhio dello spirito: il Testimone - Ken Wilber

Prova ad ascoltarti, proprio ora, ascolta la sensazione d'essere te stesso e nota che questo "te" non è altro che un oggetto nella consapevolezza. Non è neppure un vero soggetto è un altro oggetto nella consapevolezza. Questo piccolo "io" con i suoi pensieri sfila in parata davanti a te proprio come le nuvole attraverso il cielo. Che cosa è allora il vero "te" che sta osservando tutto questo? Chi sta osservando il tuo piccolo io? Chi o che cosa è? Quando ti spingi indietro verso questa pura "Soggettività", questo puro osservatore, non lo potrai vedere come un oggetto, perché non è un oggetto. Non è nulla che tu possa vedere. Piuttosto se rimani calmo in questa consapevolezza osservante - testimone della mente, del corpo e della natura che fluiscono davanti a te - potresti incominciare a notare che quello che provi ora è semplicemente una sensazione di libertà, una sensazione di distensione, di non essere legato a nessuno degli oggetti che stai tranquillamente osservando. Non guardi nulla, semplicemente riposi in questa vasta libertà. Di fronte a te le nuvole passano in parata, i pensieri passano in parata, le sensazioni fisiche passano in parata, e tu non sei nessuna di queste cose. Tu sei il vasto espandersi della libertà attraverso la quale gli oggetti vanno e vengono. Tu sei un'apertura, un vuoto, un vasto spazio nel quale gli oggetti vanno e vengono Le nuvole vanno e vengono, le sensazioni vanno e vengono, i pensieri vanno e vengono, e tu non sei loro, tu sei il vasto senso di libertà, quel vasto "Vuoto" quella vasta apertura in cui sorge la manifestazione, resta per un po', poi se ne va.
Incominci a notare che "l'Osservatore" in te che è testimone di tutti gli oggetti è in sé stesso solo un vasto "vuoto". Non è una cosa, un oggetto, non è qualcosa che puoi vedere o afferrare. E' piuttosto una sensazione d'ampia libertà, non essendo nulla che possa entrare nel mondo obbiettivo degli oggetti, della tensione e dello sforzo... Questo puro Testimone è un puro Vuoto nel quale tutti questi soggetti ed oggetti individuali si manifestano, stanno per un po' e poi passano. Questo puro Testimone non è qualcosa che possa essere visto... Oggetti e soggetti possono indubbiamente essere osservati, ma l'Osservatore non può essere osservato. L'osservatore è assolutamente indipendente da loro, un'assoluta Libertà non può essere catturata dal loro trambusto, dai loro desideri, dalle paure e dalle speranze... Di certo abbiamo la tendenza ad identificarci con quei piccoli soggetti ed oggetti ed è esattamente questo il problema! Noi identifichiamo l'Osservatore con gracili piccole cose che possono essere viste. Questo è l'inizio del coinvolgimento e della schiavitù. Siamo in realtà un'ampia espansione di spazio libero, ma c'identifichiamo con oggetti e soggetti limitati e non liberi, che sono tutti osservabili, tutti vittime della sofferenza, e nessuno dei quali è ciò che noi siamo.
Patanjali dette la classica descrizione della schiavitù come "l'identificazione dell'Osservatore con gli strumenti dell'osservazione" con i piccoli soggetti ed oggetti, invece che con l'apertura, la vastità, il Vuoto in cui tutto sorge e si manifesta... Così quando risiedi nel puro Testimone sei invisibile. Non puoi essere visto. Nessuna parte di te può essere vista perché tu non sei un oggetto. Può essere visto il tuo corpo, può essere vista la tua mente, la natura può essere vista, ma tu non sei nessuno di questi oggetti. Sei la pura sorgente della consapevolezza e non alcunché che si manifesti in tale consapevolezza. Così tu sei consapevolezza. Le cose sorgono nella consapevolezza, vanno e vengono... Sorgono nello spazio si muovono nel tempo. Il puro Testimone non va e viene. Non sorge nello spazio e non si muove nel tempo. E' sempre presente ed immutabile. non è un oggetto la fuori e quindi non entra mai nella corrente del tempo, dello spazio della nascita e della morte ...

Bella boccia.

Son cose che fanno sempre piacere.
Lavano l'anima, lavano via una giornata a contatto con la pubblica amministrazione del mio comune di residenza.

come direbbe il vecchio Ludovico Wit:
"E nulla nel campo visivo fa concludere che esso sia visto da un occhio"

Bevo vernaccia in terrazza, seduto tra i gerani. Alla vostra.
postato da: grandiantichi alle ore 22:19 | Permalink |
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